Alcune utili considerazioni dalla parabola del seminatore narrata dal Signore Gesù
Yaqin non ha creduto nel Signore per parecchio tempo, ma e piace molto leggere la Bibbia. Un giorno, rivolse la sua attenzione a Matteo 13:3-8 e lesse: “Ed egli insegnò loro molte cose in parabole, dicendo: Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; gli uccelli vennero e la mangiarono. E un’altra cadde ne’ luoghi rocciosi ove non avea molta terra; e subito spuntò, perché non avea terreno profondo; ma, levatosi il sole, fu riarsa; e perché non avea radice, si seccò. E un’altra cadde sulle spine; e le spine crebbero e l’affogarono. E un’altra cadde nella buona terra e portò frutto, dando qual cento, qual sessanta, qual trenta per uno”. Tra i numerosi versetti successivi (vedi Matteo 13:24-33) si imbatté anche in molte parabole, come quella della zizzania, del seme di senape, del lievito e così via. Dopo averle lette, pensò: “Perché Gesù Cristo parlava sempre per mezzo di parabole quando predicava ai discepoli? Qual era la Sua volontà dietro la parabola del seminatore?”.






